Don Domenico Leonati: al via la causa di beatificazione e canonizzazione - Parrocchia di San Marco Ev

aggiornato il 24/02/2024
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Don Domenico Leonati: al via la causa di beatificazione e canonizzazione

Primo piano





Fonte: Diocesi di Padova
Prende il via ufficialmente e in forma solenne, mercoledì 24 gennaio 2024 – memoria liturgica di san Francesco di Sales – con la prima sessione e la celebrazione presieduta dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, la Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio, don Domenico Leonati.
Dopo il parere favorevole della Conferenza episcopale Triveneto (5 giugno 2023) e della Conferenza episcopale italiana (23 giugno 2023) e del Dicastero delle cause dei Santi (6 dicembre 2023), lo scorso 12 ottobre 2023 il vescovo di Padova ha promulgato l’editto con cui con si annunciava alla comunità ecclesiale la richiesta, da parte del postulatore don Leonardo Scandellari, di avviare la causa di beatificazione di don Domenico Leonati (1703-1793), prete della Diocesi di Padova e fondatore delle suore di San Francesco di Sales (Salesie). In quell’occasione veniva anche fatta richiesta ai fedeli che «avessero notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla fama di santità del suddetto sacerdote don Domenico Leonati, o fossero in possesso di scritti a lui attribuiti (diari, lettere od ogni altro scritto privato) o in qualunque modo pertinenti alla Causa», di darne notizia al Tribunale diocesano di Padova.

L’editto veniva quindi pubblicato sul sito della Chiesa di Padova e sul settimanale diocesano La Difesa del popolo; sul sito e sulla rivista della congregazione delle Salesie e affisso per un mese in: Cattedrale, seminario vescovile, chiese parrocchiali di Montagnana, Battaglia Terme, Ponte di Brenta, Santa Croce; nelle case delle Salesie e in qualsiasi altro luogo legato alla figura e al ministero di don Domenico Leonati.

La celebrazione di apertura (24 gennaio 2024) – prima sessione pubblica della fase diocesana della causa di beatificazione – vede la nomina degli ufficiali che costituiranno il tribunale, composto dal postulatore, don Leonardo Scandellari, dal delegato vescovile mons. Tiziano Vanzetto, dal promotore di giustizia mons. Antonio Oriente e dai notai, don Alessio Rossetto e la signora Maria Rocca.

Profilo

Il Servo di Dio Domenico Leonati nacque il 12 febbraio 1703 a Battaglia (oggi Battaglia Terme) in provincia di Padova, da Domenico e Antonia Tonini, decimo di 13 figli (altri due fratelli divennero sacerdoti). Venne battezzato tre giorni dopo. A soli sette anni perse il padre. Il parroco, don Antonio Gentili, riconoscendo in Domenico una buona inclinazione agli studi e i primi segnali di una vocazione sacerdotale, si adoperò per farlo ammettere alla Schola sacerdotum del patriarcato di Venezia (a Murano). Successivamente, compiuti gli studi di grammatica e retorica, nel 1720, il giovane entrò nel collegio Tornacense, a Padova, per frequentare gli studi universitari di diritto. Due anni dopo conseguì la laurea utroque iure e portò a termine la formazione presbiterale. Venne ordinato molto probabilmente entro il 1726.

Mancano notizie precise sui primissimi anni di sacerdozio, ma si presume che insieme a un fratello sacerdote, avesse avviato un collegio-convitto per studenti universitari a Padova. Notizie più certe si hanno intorno al 1730, quando don Domenico seguì il fratello, nominato arciprete, a Montagnana: anche qui i due sacerdoti istituirono un convitto per studenti. Dopo Montagnana don Domenico venne nominato “vicario adiutore” a Battaglia (1734-1737) e successivamente rettore della parrocchia di Ponte di Brenta (Padova). Ed è a Ponte di Brenta che don Domenico Leonati si dedica a un’intensa attività di predicazione, dedizione alla celebrazione dei sacramenti e ricostruzione della chiesa, che fu consacrata nel 1747, oltre alla fondazione di una nuova opera in aiuto alla gioventù femminile.

Alla cura per le iniziative di evangelizzazione affiancò, infatti, un’instancabile dedizione alla catechesi dei fanciulli e degli adulti, l’assidua presenza al confessionale e l’azione caritativa, che lo portò, nel 1740 ad avviare un “conservatorio” per giovani e fanciulle che rischiavano di essere abbandonate a se stesse o sfruttate. Il primo gruppo comprendeva una quindicina di fanciulle e bambine tra i 3 e i 14 anni, seguite nella loro formazione alla pietà cristiana, allo studio e al lavoro, da una piccola comunità di maestre.

Nel 1751 don Domenico Leonati viene chiamato dal vescovo cardinale Carlo Rezzonico (futuro papa Clemente XIII) al ruolo di confessore e padre spirituale del seminario diocesano (1751-1765), trasferendo così la comunità di “maestre e figlie” da Ponte di Brenta alla contrada del Vanzo: da qui l’istituto voluto da don Domenico prese il nome di “Istituto delle Vergini in Vanzo”, successivamente divenuto congregazione delle suore di San Francesco di Sales – Salesie, tuttora presenti in varie parti del mondo.

In quegli anni don Domenico prestò servizio anche nella parrocchia di Santa Croce e in favore di altri monasteri della città.

Nel 1765, per ragioni di salute, don Domenico lasciò l’incarico del seminario e si ritirò in una casa vicino a quella dell’Istituto delle Vergini in Vanzo, dove morì nella notte tra il 4 e 5 gennaio 1793, a 90 anni. Fu sepolto in un convento delle monache cappuccine a Santa Croce (ora scomparso). Lasciato l’incarico in seminario proseguì assiduamente nell’opera di consolidamento ed espansione dell’istituto femminile, secondo il desiderio e i progetti del suo vescovo, che volle dar vita, tramite le Vergini in Vanzo, a nuove scuole gratuite in altre contrade cittadine.

Nel 1765 don Domenico Leonati scrisse il suo Testamento e dettò per il suo Istituto 46 capitoli di Regole e un Direttorio delle cose spirituali, che successivamente divennero il nucleo della Costituzioni della Congregazione salesia. Oltre a questi scritti di don Domenico lasciò una Memoria autobiografica risalente al 1779. Nella figura di san Francesco di Sales don Leonati trovò fondamentale e sicuro riferimento per le Regole del suo istituto e per la vita spirituale che guidava a una vita cristiana attiva, ma sempre fondata nell’unione con Dio.








    

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